Lavorare online in modo visuale – un limite o un’opportunità?

La recente pandemia e le restrizioni ai viaggi e agli incontri in presenza ci hanno costretto a riconsiderare diverse cose sul nostro modo di lavorare, di “esserci”, di connetterci con gli altri e dare senso alle nostre relazioni.

Senza voler entrare in discussioni sui massimi sistemi sociologici (su cui è già stato detto e scritto di tutto e di più), vorremmo limitarci a sottolineare come sia stata rafforzata l’importanza antropologica dei “segni”, e quindi la componente VISUALE della comunicazione abbia assunto una rilevanza straordinaria.

 

La connessione online su piattaforme di interazione audio-video ha sottolineato la necessità di affidare a immagini e componenti “grafiche” (anche le parole, nella loro dimensione fisica di scrittura) le idee e i concetti da discutere o condividere, per dare loro la sostanza e la consistenza, la memorabilità necessaria, in “assenza” fisica. 

 

Imprese emergenti come MURAL e MIRO si sono affermate e hanno avuto un successo planetario, proponendo piattaforme collaborative estremamente facili da usare per chiunque, permettendo non solo di attaccare post-it, icone e immagini su “lavagne” bianche virtuali, ma anche a scriverci e disegnarci sopra – con un dito o uno stilo, su un laptop, un tablet o una tavoletta grafica, da qualunque postazione.

 

La messa a disposizione libera e la libera creazione dei più svariati “canvas” – template dedicati a organizzare visualmente le idee – ha reso fluida la collaborazione attraverso linguaggi visuali e modelli condivisi. E la possibilità di rendere immediatamente disponibile come immagine l’outcome del lavoro di gruppo ha portato questa collaborazione online a livelli più difficili da ottenere con carta e pennarelli…

 

In questo frangente la “grammatica” visuale messa a punto e diffusa da Dan Roam è servita a molti gruppi in molte organizzazioni a trovare un nuovo modo, diretto, semplice, chiaro ed efficace di costruire ponti tra persone e mondi diversi, di favorire l’incontro di culture e esperienze, il tutto attraverso il disegno di immagini tanto più potenti e significative quanto più elementari e realizzabili da chiunque.